La relazione tra materiali e cultura si ritrova anche nella ricerca sullo
smalto su rame, tecnica esplorata anche da
Gio Ponti. Per Sottsass, questa indagine inizia nel 1958 con una mostra alla galleria Il Sestante di Milano, ma in smalto su rame saranno anche le pareti del Bar Belvedere (andato distrutto) della Triennale del 1961, “una follia”, come la definisce il suo realizzatore, l’artista e artigiano Franco Bucci, con cui Sottsass collabora. Per la mostra milanese, Sottsass realizza una serie di tondi in rame smaltato. Anche qui, come nel vetro, il punto di partenza è una forma classica della storia dell’arte, ma Sottsass lavora con contrasti cromatici e geometrici, cerchi e linee che valorizzano il rame e lo esaltano con gli smalti colorati. Il colore nobilita il materiale, e viceversa. La stessa tecnica è applicata a una serie di piccoli vasi cilindrici smaltati, poggiati su piedistalli di legno. La decorazione è fortemente simbolica: “mandala, piatti come segni degli elementi, come segni delle passioni ma anche delle stagioni; vasi allungati come simboli di una venerazione per la divinità, quindi come menhir o anche cerchi di pietre sacrali, ma anche come antiche colonne di templi diruti”, scrivono Fulvio e Napoleone Ferrari nel volume Sottsass smalti 1958 (2010).