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Ettore Sottsass, oggetti e cultura
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Mostra “Ettore Sottsass: il vetro” | Fondazione Cini, Venezia
John Lord, CC BY-NC-ND 2.0 DEED, via Flickr
Ettore Sottsass è stato al contempo architetto, designer, fotografo e scrittore. Maestro del design italiano, forse il più conosciuto a livello internazionale, Sottsass è stato anche un viaggiatore, nel senso più ampio e alto del termine – un esploratore del mondo, del pensiero e dello stile.
Ritratto di Ettore Sottsass | Foto di Luca Fregóso
Erin Williamson, CC BY-NC-ND 2.0 DEED, via Flickr
Di fronte ai grandi maestri nasce spesso il desiderio di conoscerli a fondo, di esplorarne le opere e la vita per trovarvi risposte. Con Sottsass questa ricerca è appagante, perché è uno degli autori più prolifici della sua epoca – riflette molto, e altrettanto scrive. Anche durante gli anni della detenzione in Montenegro, durante la guerra, si fa inviare fogli e colori, per continuare a disegnare e portare avanti, anche in una situazione così drammatica, la sua ricerca intellettuale. Il suo approccio al design, d’altra parte, è creare oggetti che invitino a osservare e sentire il mondo. Per lui, il progetto è un processo che conferisce sacralità alle cose. È così che i suoi pezzi – mobili, lampade, macchine da scrivere, ceramiche, vetri, smalti – trasmettono ancora oggi una forte energia vitale attraverso forme e colori che non sono usati a scopi decorativi, ma comunicativi, fortemente simbolici.
Mostra “Ettore Sottsass. L'oggetto magico” | Centre Pompidou, Parigi
Jean-Pierre Dalbéra, CC BY-NC-ND 2.0 DEED, via Flickr
Decisamente interessante è anche la sua multidisciplinarità, non solo nel passare dalla scala dell’architettura a quella dell’oggetto, ma anche da un settore all’altro e da un materiale all’altro. Il vetro, per Sottsass, è un materiale «pazzesco», carico di storia. Lo esplora fin dal dopoguerra, per una Triennale, e continua fino agli anni Ottanta. In questi decenni, assume per lui una complessità quasi organica: Sottsass prende forme geometriche classiche e le plasma, aggiunge linee apparentemente casuali e asimmetrie, accosta il vetro a materiali lapidei e ai metalli, rende il colore protagonista. I vasi e gli oggetti si trasformano in sculture, o meglio in totem: entità che dialogano con il contesto, tra passato e futuro.
Sala espositiva Sottsass Memphis serie 80s | Centre Pompidou, Parigi
Jean-Pierre Dalbéra, CC BY-NC-ND 2.0 DEED, via Flickr
La relazione tra materiali e cultura si ritrova anche nella ricerca sullo smalto su rame, tecnica esplorata anche da Gio Ponti. Per Sottsass, questa indagine inizia nel 1958 con una mostra alla galleria Il Sestante di Milano, ma in smalto su rame saranno anche le pareti del Bar Belvedere (andato distrutto) della Triennale del 1961, “una follia”, come la definisce il suo realizzatore, l’artista e artigiano Franco Bucci, con cui Sottsass collabora. Per la mostra milanese, Sottsass realizza una serie di tondi in rame smaltato. Anche qui, come nel vetro, il punto di partenza è una forma classica della storia dell’arte, ma Sottsass lavora con contrasti cromatici e geometrici, cerchi e linee che valorizzano il rame e lo esaltano con gli smalti colorati. Il colore nobilita il materiale, e viceversa. La stessa tecnica è applicata a una serie di piccoli vasi cilindrici smaltati, poggiati su piedistalli di legno. La decorazione è fortemente simbolica: “mandala, piatti come segni degli elementi, come segni delle passioni ma anche delle stagioni; vasi allungati come simboli di una venerazione per la divinità, quindi come menhir o anche cerchi di pietre sacrali, ma anche come antiche colonne di templi diruti”, scrivono Fulvio e Napoleone Ferrari nel volume Sottsass smalti 1958 (2010).
Coppa per Bitossi Ceramiche, 1959 | Museum of Art, Indianapolis
Sailko, CC BY 3.0 DEED, via Wikimedia Commons
Vaso Niobe per Memphis, 1986 | Kunstgewerbemuseum, Berlino
Sailko, CC BY 3.0 DEED, via Wikimedia Commons
Totem Odalisca per Mirabili
Sailko, CC BY 3.0 DEED, via Wikimedia Commons
Sottsass affida dunque agli oggetti una simbologia, che diviene messaggio e critica sociale, in una ricerca che continua lungo tutti gli anni Settanta, dapprima con l’adesione ai principi del Radical design, poi con la fondazione del gruppo Memphis, la piattaforma critica che ha lo scopo di mettere in discussione le estetiche, i materiali e le modalità di produzione dell’industrial design dell’epoca.
Per Sottsass, dunque, l’obiettivo ultimo è donare agli oggetti uno spessore simbolico, emotivo e rituale: il principio alla base di tutto, anche dei suoi oggetti più assurdi, è che l'emozione venga prima della funzione. Per questo, è anche a Sottsass che sentiamo di dovere l’idea di fare cultura attraverso gli oggetti, e oggetti attraverso la cultura.
Alcune fasi della smaltatura su rame | Incalmi